venerdì 31 agosto 2012

CELAC-Cina: Dalle parole ai fatti


CELAC-Cina: Dalle parole ai fatti



anticLuis Melián *
La proposta si è fatta sentire per la prima volta nel giugno scorso ed in agosto è diventata una realtà. La Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC) e Cina hanno già stabilito un meccanismo regolare per dialogare, allo scopo di dare impulso ai loro rapporti. Questo obiettivo ha fatto sì che si siano riuniti a Pechino i cancellieri Alfredo Moreno del Cile e Nicolas Maduro del Venezuela, insieme al vice ministro cubano degli Affari Esteri Rogelio Sierra, rappresentanti della troika del blocco regionale, inviatati dal titolare anfitrione Yang Jiechi. Questi incontri dello scorso 9 agosto hanno marcato l’inizio ufficiale dei rapporti tra la seconda economia mondiale e la CELAC, costituita in maniera definitiva nel dicembre del 2011, come una dimostrazione dell’interesse all’integrazione dei loro membri. La maggior parte dei 33 paesi che formano parte di questo gruppo mantiene rapporti con Cina, in alcuni casi da qualche decada ed esiste un’amplia cooperazione in diversi settori, ciò che spiega esplicitamente questo nuovo passo rispetto ai vincoli tra il gigante asiatico e la menzionata comunità. Basta ricordare che il commercio tra entrambe le parti ha superato i 240mila milioni di dollari nel 2011. La meta è sorpassare i 400mila milioni di dollari nei prossimi cinque anni. Del rinforzamento di questi rapporti parla anche lo scambio di visite di alto livello. A modo di esempio, dal maggio passato alla data vennero a Pechino i presidenti della Colombia, di Cuba e del Costa Rica, mentre il primo ministro Wen Jiabao realizzò alla fine di giugno un viaggio in Brasile, in Argentina, in Uruguay ed in Cile, con risultati concreti che aspirano a relazioni di maggiore contenuto. Per tutto questo, non deve essere una sorpresa la proposta del consolidamento del citato meccanismo di dialogo, che è stato presentato dal capo del governo cinese nel suo discorso davanti alla Commissione Economica per America Latina ed i Caraibi nella capitale cilena, dove è terminato il suo viaggio. E per continuare a guadagnare tempo, la troika della CELAC e Cina si riuniranno di nuovo in settembre prossimo durante l’Assemblea Generale dell’ONU, secondo quanto hanno riferito qui. È chiaro che questi rapporti porteranno più cooperazione, non solo economica, ma anche politica, conclusione a cui si è arrivati dai criteri espressi da Wen in quell’occasione. Tutte e due le parti hanno uno scopo comune, lo sviluppo, e condividono tanti interessi. Per tutto ciò hanno anche proposto di rinforzare la cooperazione sulla base della fiducia e sulla politica e di incrementare i contatti tra i parlamenti, i partiti politici e i governi locali. L’iniziativa include gli investimenti, le finanze, l’infrastruttura ed il settore agro- alimentare, tra gli altri. Adesso si lavora con questi temi. Il cancelliere venezuelano ha spiegato a Prensa Latina, quando è finita la riunione della troika con il cancelliere cinese, che “sono nate delle idee per un’agenda di lavoro” di ciò che sarebbe il piano di sviluppo congiunto di questo meccanismo. Il successo di questi rapporti permette inoltre di riconoscere la CELAC come un forum che cerca di integrarsi con il mondo emergente. I rappresentanti latinoamericani e dei Caraibi sono stati prima in India, anche con sfide e aspirazioni comuni alle altre regioni, come è lo sviluppo integrale per il bene dei rispettivi popoli. A Nuova Delhi, la Missione ha promosso maggiori vincoli tra il suo gruppo e questo paese tramite contatti che si avranno nei prossimi mesi. Se la CELAC aveva bisogno di interlocutori fuori dal suo intorno, le due nazioni asiatiche hanno stabilito un rapporto che a giudicare dai passi iniziali fatti, di sicuro verrà ampliato per un maggiore protagonismo internazionale del nuovo blocco. *corrispondente di Prensa Latina in Cina



martedì 21 agosto 2012

Obama sta già trovando giustificazioni all’azione armata contro la Siria


Obama sta già trovando giustificazioni all’azione armata contro la Siria

Il presidente statunitense, Barack Obama, ha avvertito, lunedì 20 agosto, che il suo paese risponderà con un’azione militare contro la Siria, se sarà scoperto un qualsiasi movimento di armi chimiche nella nazione araba, assediata da gruppi di oppositori armati.
 “Abbiamo detto chiaramente che per noi esiste un fatto che potrebbe risultare decisivo, e questo consiste nello scoprire che le armi chimiche cadano nelle mani delle persone sbagliate. Questo cambierebbe in maniera significativa la mia valutazione”, ha dichiarato Obama in un’apparizione a sorpresa nella sala stampa della Casa Bianca.
Pressato dai giornalisti, Obama ha ricordato che la situazione in Siria è “molto volatile”, pertanto non è “assolutamente sicuro” del ricorso alle forze militari di fronte ad un movimento dell’arsenale chimico siriano.
 “Però questo è un fattore decisivo per noi, e ci potrebbero essere enormi conseguenze se vedremo il movimento o l’utilizzo delle armi chimiche”, ha avvertito.
Il Governo di Obama ha esercitato per mesi una pressione diplomatica e finanziaria per forzare Al Assad a lasciare il potere, insieme ad un aiuto all’opposizione valutato in 25 milioni di dollari.
Secondo un rapporto pubblicato a luglio dal quotidiano The Wall Street Journal, la Siria ha cominciato a muovere il proprio arsenale chimico ed a spostarlo in altre località. Anche se l’Esecutivo statunitense dichiara che al momento non ha ricevuto nessun segnale in tal senso.
(EFE/Traduzione Granma Int.).


venerdì 17 agosto 2012

L'Ecuador aspetta riunione dell’UNASUR, ALBA ed OSA per minaccia britannica -Michael Moore applaude l’asilo politico di Julian Assange in Ecuador - Garzon: Regno Unito è obbligato a lasciare uscire Assange


L'Ecuador aspetta riunione dell’UNASUR, ALBA ed OSA per minaccia britannica 

 

16 ago (Prensa Latina) Il cancelliere dell'Ecuador, Ricardo Patiño, ha informato che questo fine settimana potrebbe realizzarsi la riunione urgente sollecitata a vari organismi regionali dopo la minaccia britannica di entrare nella sua ambasciata a Londra. Il diplomatico ha confermato la convocazione all'Unione delle Nazioni Sud-americane (UNASUR), l'Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA) e l'Organizzazione degli Stati Americani (OEA), davanti alla possibilità che il Regno Unito invada la missione diplomatica ecuadoriana per arrestare Julian Assange. Patiño ha precisato che i segretari generali e la presidenza di questi tre organismi hanno accolto la richiesta di Quito, per cui si aspetta che possa concretarsi l'appuntamento dell'UNASUR e dell'ALBA sabato e domenica, in questo paese. Nel caso dell'OSA, ha segnalato che il segretario generale, Josè Miguel Insulza, ha esposto che convocherà ad un incontro straordinario nei prossimi giorni per valutare il sollecito. “Speriamo che l'OSA in questo caso possa dare la risposta che deve dare”,ha  enfatizzato  in una conferenza stampa con i mezzi accreditati in questa capitale dopo il conferimento dell'asilo al giornalista australiano. Patiño ha valutato  la possibilità di ricorrere alla Corte Internazionale de L'Aia per dirimere questa situazione, in caso che il governo britannico si rifiuti di concedere il salvacondotto ad Assange affinché abbandoni la sede diplomatica e viaggi in Ecuador, dopo la concessione, questo giovedì, dell'asilo sollecitato da lui. L'Ecuador cerca che questi organismi internazionali si pronuncino rispetto alla comunicazione del Regno Unito delle sue presunte facoltà per arrestare il fondatore di Wikileaks all'interno del recinto diplomatico, in caso che questo non sia consegnato. Da parte sua, il governo britannico ha anticipato nel suo Comunicato consegnato a Quito che non darà il permesso affinché Assange possa viaggiare in Ecuador, dopo essere rimasto nell'ambasciata ecuadoriana a Londra dal 19 giugno di questo anno. Inoltre, in dichiarazioni da Londra si assicura che non procederà secondo questa petizione perché il Governo ha il dovere di estradarlo in Svezia, dove è reclamato per essere interrogato intorno a presunti delitti sessuali. L'Ecuador ha ratificato la sua posizione di fronte alle minacce del Regno Unito ed ha affermato  che non è possibile permettere che il processo di studio e conversazioni amichevoli con questo governo sull'asilo di Assange si veda pregiudicato e deriso da una comunicazione ufficiale che aggredisce l'Ecuador. Patiño ha esposto  che non è possibile ammettere che la reazione dei portavoci ufficiali sul lamento pubblico per tanto improprio comportamento si diminuisca all'allegra dichiarazione che solo sono stati onesti con la loro posizione. Tali dichiarazioni, affermò Patiño, è come dire, più o meno, ti colpisco selvaggiamente, ma se tu ti comporti bene, può essere che non ti colpisca tanto selvaggiamente. Dipende da come ti comporti.

Michael Moore applaude l’asilo politico di Julian Assange in Ecuador



Washington, 16 ago (Prensa Latina) Il cineasta statunitense Michael Moore ha applaudito la decisione dell'Ecuador di concedere asilo politico al fondatore di Wikileaks, Julian Assange, e spinge i londinesi a manifestare davanti all'ambasciata. “Per favore amici di Londra, vadano all'ambasciata dell'Ecuador a protestare contro il piano di governo di arrestare Assange”, ha scritto nel suo account in Twitter il fautore di Farenheit 9/11 e Sicko. Il cineasta ha informato  anche che gli attivisti del movimento di protesta Occupy Wall Street stanno convocando la gente a dirigersi al consolato britannico a New York per opporsi alla minaccia britannica di entrare nell'ambasciata dell'Ecuador. Il documentarista, ha difeso sempre Assange, per considerarlo un pioniere della libertà di espressione, del governo indipendente e della rivoluzione digitale del giornalismo. Moore, riconosciuto per la sua posizione progressista e la sua visione critica verso la globalizzazione, si unì alle decine di artisti ed intellettuali statunitensi che sollecitarono al presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, asilo politico per il portavoce di WikiLeaks. Alla relazione di queste personalità che inviarono la missiva al mandatario ecuadoriano in giugno scorso si sono sommate , tra gli altri, i cineasti Danny Glover, Oliver Stone e la scrittrice Naomi Wolf. Ig/rml

Garzon: Regno Unito è obbligato a lasciare uscire Assange

 

Quito, 16 ago (Prensa Latina) Lo spagnolo Baltazar Garzon, capo della squadra della difesa di Julian Assange, ha affermato che il Regno Unito è obbligato a lasciare uscire al fondatore di Wikileaks dell'ambasciata dell'Ecuador a Londra. In dichiarazioni in Spagna, riprodotte qui dalla stampa locale, Garzon ha detto che il governo britannico è obbligato a dare questo passo una volta concesso l'asilo al giornalista australiano, altrimenti accorreranno ad istanze internazionali di giustizia. Quello che deve fare il Regno Unito è applicare gli obblighi diplomatici della Convenzione del Rifugiato e lasciare libero Assange, dandogli un salvacondotto, questo ha enfatizzato in un'intervista per il quotidiano spagnolo El Pais. Garzonha criticato  l'atteggiamento del Regno Unito e la minaccia di assaltare l'Ambasciata ecuadoriana a Londra per arrestare Assange ed estradarlo in Svezia, e secondo lui questo paese deve applicare la Convenzione del Rifugiato e rispettare il rischio che corre una persona vittima di una persecuzione politica. Secondo il giornale, l'ex giudice dell'Udienza Nazionale spagnola mantenne il mercoledì una conversazione col fondatore di Wikileaks da Repubblica Dominicana, dove ha assistito alla nomina del nuovo presidente, Danilo Medina. “Ero molto fiducioso in che gli concedessero l'asilo, come così è stato. L’ho visto molto tranquillo e forte di coraggio. Sa che ha la ragione è dalla sua parte”, delimitò. Garzon pensa che la vita del giornalista australiano corre pericolo, per cui la sua consegna alla Svezia per presunti delitti sessuali è una scusa per portarlo negli Stati Uniti e giudicarlo per aver pubblicato informazione compromettente del governo imperialista. Durante la sua recente visita a Quito in compagnia di Christine Assange, madre del giornalista australiano, Garzon ha detto a Prensa Latina che l’unica cosa che ha fatto il suo cliente è stato dare pubblicità ad un ingrossato volume di informazioni attraverso Wikileaks. Garzon ha detto che il giornalista è completamente indifeso, benché possano intuirsi le accuse contro di lui dovute ai documenti di Wikileaks compromettenti per gli Stati Uniti. Non abbiamo nessuna informazione degli Stati Uniti in base al procedimento della Gran Giuria perchè è segreto, e pertanto le accuse sono segrete, le possibili pene sono segrete e lui è assolutamente indifeso, ha infatizzato. La questione non sta in che cosa ha fatto bene o male Assange, bensì che cosa hanno fatto male quelli che realizzarono le attività denunciate da lui, ha concluso. Ig/yp

giovedì 16 agosto 2012

ASSANGE-WIKILEAKS :La Gran Bretagna ha minacciato l’Ecuador di assaltare l’ambasciata a Londra


Caso Wikileaks -Assange : L'Inghilterra guerrafondaia serva degli yankees non si smentisce mai (Sandino)
 
La Gran Bretagna ha minacciato l’Ecuador di assaltare l’ambasciata a Londra

Il cancelliere Ricardo Patiño ha denunciato che il governo del Regno Unito ha minacciato con assaltare l’ambasciata ecuadoriana di Londra per catturare Julian Assange.
Durante una conferenza stampa, Patiño ha riferito che nonostante l’alto livello delle relazioni diplomatiche con Gran Bretagna e Svezia, “abbiamo ricevuto da parte del Regno Unito un’intimidazione diretta per iscritto nella quale minacciano di assaltare la nostra ambasciata di Londra se l’Ecuador non consegnerà Julian Assange”.
Patiño ha ribadito che la posizione assunta dal governo della Gran Bretagna “è insostenibile, sia dal punto di vista politico che giuridico”, ed ha aggiunto che la minaccia presentata non è propria di un paese democratico.
 “Questa minaccia non è propria di un paese democratico e di diritto (…) nel caso tale condotta dovesse proseguire, l’Ecuador prenderà dei provvedimenti in accordo con il diritto internazionale”, ha avvisato.
Ha inoltre dichiarato che nel caso di un intervento, “il Governo dell’Ecuador solleciterà la convocazione dell’Unione delle Nazioni Sudamericane (Unasur) e dell’Organizzazione degli Stati Americani (OEA) per organizzare un’Assemblea Straordinaria sul caso”.
Ha ricordato ai giornalisti che il dialogo con il Governo britannico è stato “sempre improntato sullo sviluppo delle relazioni e della stabilità giuridica, oltre che sul rispetto”.
Tuttavia, in seguito alla comunicazione inviata dal Regno Unito, ha fatto sapere che l’Ecuador è un paese sovrano e che “noi non siamo una colonia britannica, ed i tempi delle colonie sono ormai finiti”.
Riguardo all’asilo politico di Julian Assange, fondatore di Wikileaks, Patiño ha informato che il suo Governo ha già preso una decisione che sarà annunciata giovedì 16 agosto alle 7:00 locali (12:00 GTM).
Assange, di 41 anni, si è rifugiato nell’ambasciata ecuadoriana di Londra il 19 giungo per evitare l’estradizione in Svezia, dov’è accusato di abuso sessuale e violenza.
L’ australiano sostiene che la Svezia potrebbe essere una tappa intermedia prima della sua consegna agli Stati Uniti, dov’è indagato per presunto spionaggio in seguito alla diffusione sul suo portale di informazioni riservate del Dipartimento di Stato e di documenti sulle guerre in Iraq ed Afghanistan, reati per i quali teme di essere condannato a morte.
(Traduzione Granma Int.)

mercoledì 15 agosto 2012

Chávez conversa con Fidel: “È impressionate la sua energia e la sua lucidità!”


Chávez conversa con Fidel:
“È
impressionate la sua energia
e la sua lucidità!”

Il presidente venezuelano, Hugo Chávez, ha fatto gli auguri al leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, che ha compiuto lunedì 13 agosto 86 anni.
Ho parlato al telefono poco fa con Fidel. Ho voluto fargli gli auguri per il suo compleanno e mi ha chiesto di far giungere un saluto al popolo venezuelano”, ha scritto Chávez sul suo profilo Twitter @chavezcandanga.
È impressionante la sua energia e la sua lucidità! È un esempio di volontà e di costanza rivoluzionaria per tutti e tutte! Viva Fidel!, ha dichiarato il Capo di Stato.
Poche ore prima, anche il Partito Socialista Unito del Venezuela aveva fatto gli auguri al leader della Rivoluzione cubana.
Durante una conferenza stampa, il primo vicepresidente di questa organizzazione politica, Diosdado Cabello, ha fatto un elogio alla lotta eterna del dirigente dell’Isola.
Anche il segretario generale del Partito Comunista del Venezuela, Oscar Figueras, ha sottolineato che il compleanno di Fidel Castro è un momento di allegria per la sua formazione politica, l’organizzazione giovanile e tutti i militanti.
Nato nella località di Birán, antica provincia di Oriente, nel 1926, Fidel Castro guidò la Rivoluzione che l’1 gennaio del 1959 sconfisse la dittatura di Fulgencio Batista e condusse la nazione caraibica verso la sua definitiva liberazione.
(Traduzione Granma Int.).

martedì 7 agosto 2012

Le nazionalizzazioni sono un mandato del popolo, afferma Evo Morales



Le nazionalizzazioni sono un mandato del popolo, afferma Evo Morales

LaPaz, 6 ago (Prensa Latina)

 

Il Presidente Evo Morales ha assicurato durante i festeggiamenti per il 187° anniversario dell'indipendenza della Bolivia, che le nazionalizzazioni nel paese costituiscono un mandato del popolo boliviano. Durante il suo discorso alla nazione dalla città di Oruro, il mandatario ha sottolineato l'importanza delle nazionalizzazioni nell'auge dell'economia boliviana, nella crescita delle riserve internazionali e negli investimenti nel settore pubblico. Ha ratificato anche la fiducia del popolo nell'amministrazione, rispecchiata nel pagamento delle imposte, ed all'importanza di industrializzare l'economia, soprattutto nel litio. Non solamente possiamo dipendere dalle valute nel ramo degli idrocarburi, ma anche dobbiamo generare guadagni nella parte agricola e dell’allevamento, ha insistito. Il capo di Stato ha sollecitato  a pensare al bicentenario della Repubblica, nel 2025, e ha risaltato il ruolo che deve svolgere l'educazione nella formazione dei futuri professionali, degli scienziati, del futuro del paese.  C'è volontà politica per arrivare al bicentenario con zero nell’estrema povertà. Tutto il nostro popolo deve avere servizi basilari: telefonia, acqua potabile e luce, ha rimarcato.  Per Morales, il nostro migliore apporto all'umanità sono queste politiche sociali che emergono dai movimenti sociali. Ha ammesso che ha imparato in questi anni nel Governo che innanzitutto viene la Bolivia e dopo le rivendicazioni settoriali. Se tutti pensiamo nella Bolivia e sogniamo in Bolivia, il futuro starà nelle nostre mani, ha concluso.   

lunedì 6 agosto 2012

La Cia introdurrà franchi tiratori in Venezuela per eliminare dirigenti bolivariani?

 

Mentre la campagna di Chavez riversa nelle strade milioni di Venezuelani in festa, l'impero assassino continua le sue losche trame per destabilizzare il paese ???(by Sandino)

 

La Cia introdurrà franchi tiratori in Venezuela per eliminare dirigenti bolivariani?


La CIA farà entrare franchi tiratori in Venezuela attraverso la frontiera con la Colombia. Lo afferma il giornalista guatemalteco Percy Alvarado Godoy, precisando che sarebbe stato confermato il fatto che “il Pentagono ha fornito considerevoli quantità di armi ai suoi alleati latinoamericani, tra cui alcuni droni e fucili di precisione per franchi tiratori”.

Tra i piani del Pentagono ci sono quelli relativi all'introduzione “di gruppi di questo tipo per attuare operazioni di eliminazione fisica di dirigenti bolivariani nei giorni precedenti le elezioni o durante lo svolgimento della consultazione del 7 ottobre, nel chiaro tentativo di seminare il caos nelle istituzioni del paese”.

Godoy, nel suo blog, denuncia “che queste squadre entreranno attraverso la frontiera colombo-venezuelana e altre vie, e si sa che diversi franchi tiratori si stanno già addestrando in paesi come Colombia, Messico, Uruguay, Paraguay, Perù e Panama, ed anche negli stessi Stati Uniti”.

“L'impiego di questo tipo di armamento è parte dei piani della CIA, per contrastare la vittoria di Chavez”.

La notizia appare ancora più credibile se si presta attenzione al rapporto diffuso dal direttore dell'agenzia di sondaggi Hinterlaces, Oscar Schemel, secondo cui i dati che emergono a favore di Chavez nei sondaggi, appaiono irreversibili nel poco tempo che resta di campagna elettorale, “a meno che non intervenga qualche fatto di particolare impatto, che terrorizzi la società”.

Fonte Patria Grande/RNV

Il noto attore Sean Penn assieme al regista argentino Fernando Sulichin era sul Palco nello stato settentrionale di  Carabobo con Chavez per sostenerlo nella sua campagna elettorale per le presidenziali di ottobre.



venerdì 3 agosto 2012

01/08 spia Colombiana rivela piani di aggressione militare contro il Nicaragua


01/08 spia Colombiana rivela piani di aggressione militare contro il Nicaragua

 

La spia colombiana catturata lo scorso giugno in Nicaragua ha rilasciato dichiarazioni relative ad un piano di aggressione militare, ordito dal guerrafondaio regime narco-mafioso colombiano, contro la patria di Sandino.
Luis Felipe Ríos Castaño, questo il nome dell'agente dell’intelligence militare colombiana condannato a 16 anni di reclusione per aver spiato diverse istallazioni militari
nicaraguensi, in un video realizzato dall'Esercito e diffuso dalla  stampa di Managua ha affermato che la Colombia ha acquisito missili sudcoreani a media gittata per eventuali attacchi aerei contro il Nicaragua, con il quale ha aperta una disputa per le isole caraibiche di San Andrés e Providencia. L'agente ha rivelato che “gli armamenti che stanno acquistando saranno utilizzati per attacchi con missili cruise, e che non si pensa ad uno sbarco di truppe”, spiegando che le Colombia intende avvicinarsi il più possibile con aeronavi, e da qui bombardare le basi militari.
Ríos Castaño, accusato di sottrazione di informazioni militari, ha affermato che la Colombia possiede navi da guerra FC-1500, caccia Kfir ed elicotteri Arpia, di produzione israeliana, dotati di missili Stihl, con una gittata di 250 km, e che sta acquisendo sottomarini tedeschi. Fra i compiti assegnati all'agente colombiano c'era quello di sapere se il Nicaragua, in caso di conflitto armato, possa contare sull'appoggio di Venezuela, Russia, Iran o Cuba. Al di là delle informazioni militari rese pubbliche dall'esercito nicaraguense, fra quelle fornite da Ríos Castaño, la vicenda dà l'ennesima conferma del carattere guerrafondaio e arrogante del governo Santos, che in piena continuità col suo predecessore Uribe, si fa beffe del diritto internazionale, lavora incessantemente (ancorché con un profilo più basso di quello mantenuto da Uribe) contro i governi democratici e progressisti della regione, e si configura come la testa di ponte degli interessi nordamericani nel continente, in piena analogia col ruolo che gioca lo stato d'Israele
in Medio Oriente.

giovedì 2 agosto 2012

Più di 60.000 mercenari stranieri infiltrati in Siria


Più di 60.000 mercenari stranieri infiltrati in Siria

Il governo di Bashar Al-Assad ha denunciato l’infiltrazione in Siria di almeno 60.000 mercenari provenienti da Turchia, Israele e Libia, ha informato Telesur.
Nonostante vari governi abbiano ritirato il personale diplomatico, e la stessa Croce Rossa ha deciso di fare lo stesso con i suoi rappresentanti, Hisham Wannous, corrispondente di Telesur in Siria, assicura che a Damasco regna la calma dopo che le forze di Al Assad sono riuscite a guadagnare terreno ed a perseguire i cosiddetti ribelli in tutto il paese. “Damasco è calma. L’Esercito è riuscito a controllare la situazione”, ha scritto Wannous su Twitter.
Funzionari statunitensi hanno detto chiaramente che il loro paese sta provando a creare “condizioni che conducano ad un rapido collasso del regime siriano” e “si sta concentrando nella preparazione della popolazione per l’inevitabile caduta del suo presidente, Bashar Al Assad”
Questa sentenza è stata formulata dal sottosegretario degli Affari Pubblici del Dipartimento di Stato, Mike Hammer, che ha precisato che gli USA sperano che dopo l’allontanamento di Al Assad tutti i gruppi etnici e religiosi della Siria “siano capaci di unirsi e formare un governo che rifletta gli interessi di tutta la popolazione”.
Inoltre Hummer non ha negato che lo scopo della politica degli USA rispetto al conflitto siriano è “l'appoggio all’opposizione”, anche se ha precisato che il suo paese non sta fornendo armi.
Il diplomatico ha sottolineato che l’intenzione di Washingtn è di creare le “condizioni che conducano ad un rapido collasso”, del governo di Al Assad che “permettano una transizione politica opportuna per gli USA”
Per risolvere questo problema, ha precisato, la Casa Bianca ha intenzione di ricorrere ad un inasprimento delle sanzioni economiche contro Damasco.
L’Iran offre il suo appoggio alla Siria
La Repubblica Islamica dell’Iran ha promesso che il suo appoggio al governo siriano resterà “immutabile”, con la sua “esperienza e capacità”. “Considerando che i poteri si sono uniti per danneggiare la nazione siriana, la posizione dell’Iran verso il paese non può cambiare: staremo sempre insieme ai nostri fratelli”, ha proclamato il primo vicepresidente dell'Iran, Mohammad Reza Rahimi.
Il segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza dell’Iran, Saeed Jalili, ha invocato le relazioni strategiche tra la Repubblica Islamica e la Siria, sottolineando che Teheran è disposta ad appoggiare Damasco “come non mai, per contrastare le pressioni straniere”.
(Traduzione Granma Int.).

mercoledì 1 agosto 2012

Eva Golinger mette allo scoperto le vere intenzioni dell’USAID


Eva Golinger mette allo scoperto le vere intenzioni dell’USAID 


Quito, 31 lug (Prensa Latina) La strategia dell'Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) è finanziare conflitti per distruggere i governi non allineati a questo paese, ha affermato Eva Golinger, giornalista ed investigatrice venezuelana-statunitense.
Golinger, ha partecipato martedì alla conferenza “Quello che non si conosce sulle Organizzazioni Non Governative”, sul ruolo di questi enti in paesi dell'America latina, ha detto in un'intervista che esistono evidenze pubbliche di quelli che ricevono i fondi dell'USAID. 
La giovane scrittrice ha precisato che questa agenzia governativa è capace di ricorrere alla destabilizzazione contro i governi come Venezuela, Bolivia ed Ecuador che hanno per caratteristica la difesa della loro sovranità e gli interessi dei loro popoli.
Ha esposto che all'agenzia Ande l' l'USAID incominciò ad operare nel 1961 ed ha un doppia facciata, poiché mentre da una parte si presenta con un aspetto di consacrazione all'assistenza umanitaria, dall’altra contribuisce ai progetti politici per promuovere l'agenda di Washington.
Ha perfino, detto, che è stata utilizzata da entità come la CIA, come copertura per le sue azioni.Ha ricordato che nel 2002, prima del tentativo di golpe di stato contro il presidente venezuelano, Hugo Chavez, gli Stati Uniti inviarono a questo paese un rappresentante dell'USAID,come integrante di una divisione speciale appartenente agli uffici di iniziative per la transizione. 
L'autrice del libro “Il Codice Chavez” ha detto all'agenzia informativa ecuadoriana che il lavoro di questa organizzazione è promuovere soprattutto una transizione politica che decide nel terreno il tipo di appoggio, finanziario, generalmente destinato alla chiamata società civile.
Rispetto all'Ecuador, ha manifestato l'ingerenza dell'USAID è stato molto più facile che in Venezuela perché avevano già la porta aperta, con un ufficio  dal 1961
In questo paese, ha sottolineato, la penetrazione dell'USAID è molto più profonda, in Venezuela era molto superficiale e  arrivarono solo ad un settore; perfino, non dovette denunciarla perché tutto il mondo sapeva già chi erano, si denunciava tutto il tempo sola,ha ricordato
Ha descritto che la Corporazione Imprenditoriale Indigena dell'Ecuador (CEIE) ha avuto tra i suoi membri Norman Bailey, un agente della CIA sospettoso di partecipare al tentativo di abbattere il presidente Rafael Correa in settembre del 2010.
In questi momenti, le autorità ecuadoriane valutano la continuità della presenza dell'USAID in questo paese, dopo le questioni per i suoi veri obiettivi. 
In una recente intervista, l'ambasciatore statunitense in Quito, Adam Namm, ha dichiarato che quell'agenzia investì qui circa mila milioni di dollari negli ultimi 50 anni.
Ig/yp